Una lente fotocromatica si scurisce quando riceve raggi ultravioletti e torna chiara quando gli UV diminuiscono. È comoda per chi entra ed esce spesso da ambienti chiusi, ma in auto resta quasi chiara, perché il parabrezza blocca gran parte degli UV. Con il freddo diventa più scura e si schiarisce più lentamente.
L’essenziale
- A far scurire la lente sono gli UV, non la luminosità percepita.
- Dietro il parabrezza una fotocromatica standard si attiva poco: per la guida con sole forte serve un filtro solare fisso.
- Con il freddo la lente diventa più scura e impiega più tempo a schiarirsi; con il caldo resta più chiara.
- Il dato da chiedere è la categoria di filtro raggiunta allo stato scuro, in quali condizioni di prova.
Perimetro Per chi valuta un solo paio di occhiali per interno ed esterno. Non copre la polarizzazione e le categorie di filtro in dettaglio, trattate nella pagina sulle lenti polarizzate, né la misura della vista.
Come si scurisce una lente fotocromatica?
Nel materiale della lente, o in uno strato sulla sua superficie, sono presenti molecole che cambiano struttura quando assorbono radiazione ultravioletta. Nella nuova forma assorbono anche la luce visibile, e la lente si scurisce. Quando gli UV calano, le molecole tornano alla forma iniziale e la lente si schiarisce. Il processo è reversibile e si ripete a ogni esposizione.
Il parametro che decide è quindi la quantità di UV, non la luminosità percepita. Una giornata nuvolosa ma ricca di UV può scurire la lente più di quanto ci si aspetti; una stanza molto illuminata da lampade, che emettono pochi UV, la lascia chiara. Le schede dei produttori indicano per ciascuna gamma la trasmissione della lente allo stato chiaro e allo stato scuro, misurata in condizioni di prova definite.
Le fotocromatiche si scuriscono anche in macchina?
In generale poco. Il parabrezza dei veicoli è progettato per bloccare gran parte della radiazione ultravioletta, e senza UV le molecole fotocromatiche non si attivano. Al volante, quindi, una fotocromatica standard resta chiara o quasi proprio quando il sole basso darebbe più fastidio.
Alcune gamme sono dichiarate dai produttori come attive anche con una parte della luce visibile, per scurirsi parzialmente dietro il parabrezza. Il grado di scurimento ottenuto in auto va letto sulla scheda della gamma proposta: se il dato non è pubblicato, conviene considerarlo non disponibile. Per chi guida molto con luce forte, un occhiale da sole graduato resta l'opzione di riferimento, come spiega la pagina sulle lenti polarizzate.
Perché d'inverno si scuriscono di più?
La reazione che riporta la lente allo stato chiaro dipende dalla temperatura. Con il freddo è più lenta: la lente raggiunge uno stato più scuro e impiega più tempo a schiarirsi. Con il caldo succede il contrario, e in piena estate una fotocromatica può risultare meno scura di quanto ci si aspetti al sole. È un comportamento fisico comune a questa tecnologia, che le schede dei produttori descrivono con curve di attivazione e schiarimento a temperature diverse.
Il tempo di schiarimento conta nella vita quotidiana. Entrando in un ambiente chiuso, la lente non torna chiara all'istante: per qualche momento la visione è più scura del necessario. Chi passa spesso dall'esterno all'interno, per lavoro o per guida in galleria, dovrebbe chiedere i tempi di schiarimento della gamma proposta.
Fotocromatiche o occhiali da sole graduati?
| Opzione | Quando conviene | Limite principale | Che cosa leggere sulla scheda |
|---|---|---|---|
| Fotocromatica | Un solo paio per interno ed esterno, spostamenti a piedi | Poco attiva in auto, più lenta a schiarirsi al freddo | Trasmissione chiaro/scuro, tempi, comportamento dietro il parabrezza |
| Occhiale da sole graduato | Guida, mare, montagna, luce forte prolungata | Serve un secondo paio, da cambiare entrando al chiuso | Categoria di filtro ISO 12312-1, eventuale polarizzazione |
| Fotocromatica polarizzata | Uso esterno con riflessi (acqua, strada bagnata) | Stessi limiti in auto delle fotocromatiche | Categoria raggiunta allo stato scuro, efficacia della polarizzazione |
Le tre opzioni rispondono a usi diversi e la scelta inversa ha senso quanto quella diretta. Chi indossa gli occhiali tutto il giorno e si sposta spesso a piedi trae vantaggio da un paio unico che si adatta. Chi passa ore al volante con il sole di fronte ottiene di più da un filtro solare fisso di categoria adeguata, perché non dipende dagli UV.
Quale categoria di filtro raggiunge una fotocromatica?
La norma ISO 12312-1 classifica i filtri solari in cinque categorie, da 0 a 4, in base alla percentuale di luce visibile che lasciano passare. Una fotocromatica attraversa più categorie: allo stato chiaro è vicina a un filtro di categoria 0 o 1, allo stato scuro raggiunge la categoria indicata dal produttore per quella gamma. Le categorie e i loro limiti di trasmissione sono spiegati nella pagina sulle lenti polarizzate.
Il dato da chiedere è quindi la categoria raggiunta allo stato scuro e in quali condizioni di prova. Una lente che allo stato scuro arriva solo a una categoria intermedia protegge dall'abbagliamento meno di un occhiale da sole di categoria 3, ed è bene saperlo prima di usarla come unico paio per la spiaggia o la neve.
Che cosa una fotocromatica non fa
Una fotocromatica non sostituisce un occhiale da sole per la guida con sole forte, perché in auto si attiva poco. Non è polarizzata, salvo che la scheda lo dichiari espressamente, quindi non elimina i riflessi dell'acqua o della strada bagnata. Non cambia colore in modo istantaneo, né allo stesso modo in tutte le stagioni.
Questa pagina descrive il comportamento delle lenti secondo i principi della tecnologia e le schede dei produttori; non sostituisce la misura della vista, che spetta all'oculista o all'ottico optometrista. I prezzi non sono trattati: il sito non li ha rilevati.
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